Di cosa parla The Avengers?
In breve, un agente speciale inglese lavora con talentuose e affascinanti
partners con lo scopo di debellare i crimini più disparati e in
circostanze quantomeno... particolari.
Chi ha creato la serie?
Sia la serie che il suo nome (Avengers = Vendicatori) furono creati nel 1960
da Sydney Newman, un produttore della ABC inglese (Associated British Corporation).
Derivato da una serie poliziesca di scarso successo (solo 12 episodi prima
di essere interrotta) chiamata Police Surgeon, vedeva inizialmente
protagonisti Ian Hendry (Dott. David Keel), che proveniva da quella breve
esperienza e un misterioso compagno d'avventura: John Steed
(Patrick Macnee).
Nonostante Newman sia considerato il "creatore" della serie, è
al produttore Brian Clemens che si deve l'introduzione dello stile
inconfondibile degli Avengers: partendo con l'incarico di scrivere la
storia per il primo episodio ("Hot Snow") e avendo come
direttive da Newman solo il nome e i due protagonisti, Clemens riuscì a
creare un mito. Divenne produttore della serie con la prima stagione di
Emma Peel (1965) e seguì The Avengers fino alla fine delle trasmissioni.
Dove e quando è stata prodotta?
La serie è stata prodotta in Inghilterra, dal gennaio 1961 al settembre 1969.
Le prime tre stagioni furono girate su nastro video, mentre a partire dal 1965
(prima stagione Emma Peel, in bianco e nero) si cominciò a girare su
pellicola.
Lo spin-off della serie, The New Avengers (Gli
Infallibili Tre) è stata prodotta e girata nel 1976 in Inghilterra (prima
stagione) e nel 1977 (seconda stagione) in Inghilterra, Francia e Canada.
Perchè si chiama "The
Avengers" (I Vendicatori)?
Il titolo fu inventato dal produttore Sidney Newman ancora prima di sapere
di cosa avrebbe trattato il programma. Nell'episodio pilota si giustifica
questa scelta con il fatto che il protagonista, il Dott. Keel (Ian Hendry),
vuole vendicare l'assassinio della sua fidanzata.
Di quante stagioni /
episodi è composta?
The Avengers ha totalizzato dal 1961 al 1969 ben 161 episodi (divisi in 6
stagioni) di cui 137 sono disponibili sul mercato (con diverse eccezioni
tra i vari paesi) in formato DVD, mentre i primi (la stagione uno con Ian Hendry) sono andati perduti,
in quanto ripresi e trasmessi dal vivo. Per ciò che riguarda The
New Avengers (1976-77), gli episodi girati sono 26, in due stagioni. Ecco
la tabella riassuntiva:
|
"Era"
|
Anno
|
|
|
|
David Keel
|
1961
|
1
|
B/N
|
|
Cathy Gale
|
1962-63
|
2
|
B/N
|
|
1963-64
|
3
|
B/N
|
| Emma
Peel |
1965-66
|
4
|
B/N
|
|
1967
|
5
|
Colore
|
|
Tara King
|
1968
|
6
|
Colore
|
|
New Avengers
|
1976
|
1
|
Colore
|
|
New Avengers
|
1977
|
2
|
Colore
|
Quando e perchè la
serie è terminata?
La serie ha cominciato a perdere di popolarità durante la trasmissione
degli episodi con Tara King, specialmente negli USA, anche se la colpa non
è totalmente imputabile alla nuova attrice. I tempi stavano cambiando
radicalmente (1968/69) e tra l'altro il programma si trovò a competere
con altri programmi nuovi e di successo. I produttori americani decisero
così di sospendere i finanziamenti al termine della sesta stagione.
Non conosco affatto The
Avengers. Che episodi dovrei guardare prima?
Domanda difficile, perchè ovviamente la risposta si basa su gusti
personali. Dando per scontato che gli appassionati della serie conoscono
ed apprezzano maggiormente gli episodi con Emma Peel protagonista (e molti
di loro, soprattutto in Italia, hanno visto solo questi) bisognerebbe
forse indicare al neofita alcuni titoli della stagione in b/n (la
quarta)
purtroppo uscita non completa in dvd e
qualche anno fa in vhs. Per chi ne avesse l'occasione, il cofanetto
celebrativo edito nel 2003 nel nostro paese costituisce un buon assaggio
delle monocromatiche avventure di Emma e Steed, anche se alcune perle come
Dial a Deadly Number, The Cybernauts e
Too Many Christmas Trees
non sono riportati. La stagione a colori è l'evoluzione (naturale?) di
questi episodi, forse con un pizzico di nonsense e di fantascienza in
più. Per chi poi volesse fidarsi del nostro giudizio, è disponibile una
pagina con i nostri commenti ai vari episodi. E allora c'è solo l'imbarazzo della scelta...
Chi ha scritto le musiche delle sigle
e dei vari episodi?
La musica della serie è stata scritta da due compositori: Johnny Dankworth
(musicista jazz, saxofonista), è l'autore del tema principale e di tutte
le musiche contenute negli episodi delle prime tre serie (David Keel, Cathy Gale 1
e 2); Laurie Johnson (compositore e co-produttore di The New Avengers) ha
scritto la famosa sigla comune alle stagioni con Emma Peel e
Tara King, oltre a tutte le musiche "incidentali" degli episodi
(il "tema" di Emma Peel che si sente all'inizio dei primi episodi a
colori, per esempio).
Chi ha disegnato i
costumi?
Lo stilista Michael Whittaker puntò per Honor Blackman (Mrs.Gale) su completi di pelle nera,
per sottolineare l'indipendenza e l'emancipazione del personaggio. John Bates curò
per primo l'immagine di Diana Rigg; successivamente, con l'avvento
del colore, subentrò Alan Hughes, il quale creò fantastici abiti
avantgarde soprannominati dallo stesso stilista "Emmapeelers", disegnati in modo da esaltare l'aspetto felino del
personaggio. Quando arrivò Tara King, Hughes decise di
sottolineare le curve generose della nuova eroina con culottes e minigonne.
Vedere la sezione Abbigliamento.
Quali sono le
"regole" della serie?
Sono regole non ufficiali, ma autoimposte dalla produzione per
imprimere alla serie una caratterizzazione particolare. Alcune furono
introdotte fin dai primi episodi, altre vennero aggiunte soprattutto
all'inizio dell' "era" Emma Peel. In generale si trattava di
indicazioni agli sceneggiatori su cosa evitare in corso di stesura
degli episodi. Sommariamente si possono riassumere in questi punti:
• Le vittime di omicidi non devono essere donne
• Il sangue non deve essere visto
• Niente poliziotti in uniforme
• Niente comparse (gente per strada, ecc.).
• Niente attori di colore (forse un po' razzista, come regola, ma
giustificata dall'ambientazione snob "upper-class").
• Scarsi o nulli riferimenti al "mondo reale".
Anche la violenza e l'uso di armi da fuoco sono utilizzate al minimo
"indispensabile" per le storie narrate. C'è comunque da dire
che tutte le regole sono state infrante in qualche occasione...
SEGUE
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