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Dame Diana Rigg
Dopo aver
visionato un'altra ventina di candidate, i produttori vennero invitati dal
direttore del casting a visionare una commedia in cui recitava una
sconosciuta attrice ventiseinne di nome Diana Rigg. Siamo alla fine del
1964: Diana Rigg trova un'intesa immediata con il protagonista Patrick
Macnee; vengono rigirati il primo episodio e parte del secondo per
introdurre la nuova Emma Peel, e gli Avengers sono pronti per entrare nel
mito.
In aggiunta ad un nuovo cast, The Avengers riceve un cambio di stile
generale. I nuovi produttori realizzano l'importanza strategica di poter
vendere la serie anche all'estero, e quindi abbandonano il sistema della
registrazione su videotape a favore della pellicola, consentendo così
l'utilizzo di "location" in esterni, con lo scopo aggiuntivo di
offrire al mondo la miglior visione possibile della verde Inghilterra.
John Steed fu definitivamente dotato del più estremo manierismo
upper-class inglese, peraltro apprezzato dai fans conterranei quanto dal
resto del mondo.
Furono anche stabilite alcune
regole generali per connotare meglio la serie: nessuna comparsa per le
strade, nessun poliziotto in divisa, nessuna donna assassinata, niente
sangue, e nessun extra di colore (anche se ognuna di queste regole verrà violata alcune volte). La produzione voleva così creare una specie
di "paese delle meraviglie" in cui ogni storia narrata, per
quanto bizzarra, potesse essere rappresentata (sebbene con uno stile
ancorato al mondo reale, anche per ragioni di budget).
Musicalmente, Laurie Johnson creò il celebre tema della sigla, con le
cinque note iniziali che diventeranno il marchio di fabbrica della serie.
Anche le celeberrime scene di lotta
divennero intelligenti caricature, quasi dei balletti, caratterizzati da
entusiasmanti corpo a corpo (è nota la riluttanza di Patrick Macnee a
utilizzare una pistola: "Non porto una pistola, porto il mio
cervello").
E a proposito della sua partner ha dichiarato: "Le scene che
interpretavamo insieme, con la totale approvazione di Brian Clemens, erano
ampiamente riscritte da me e Diana. Aveva un'immaginazione viva e
tagliente e la consapevolezza di quello che una donna, una donna come il
suo personaggio,
avrebbe detto in ogni situazione presentata, sia essa oltraggiosa o folle.
Prendevamo le scene più normali e diventavano quasi comiche. Bisognava
essere un po' folli, ma anche calmi e distaccati. Capovolgevamo ogni cosa,
la rendevamo divertente e funzionava!"
Gli episodi con Mrs.Peel sono 51 di cui solo gli ultimi 25 a colori,
distribuiti in due stagioni: i primi 26 furono mandati in onda (in Gran
Bretagna) tra il settembre 1965 e il marzo del 1966; cinque di questi non vennero mai trasmessi
negli Stati Uniti perchè giudicati "troppo audaci per il pubblico": in
una puntata, ad esempio, Emma Peel compie una sensuale danza del ventre
dove mostra l'ombelico.
La successiva stagione a colori comprende 24 episodi, messi in onda dal
gennaio al novembre 1967. A questi va sommato The
Forget-Me-Knot, ultimo episodio in cui appare Emma Peel,
trasmesso nel settembre del 1968 e girato con la stagione di Tara King
già in lavorazione (che comunque esordirà sugli schermi alla fine del 1968).
L'era di Tara King
Con
l'abbandono di Diana Rigg (per esordire al cinema in un film di James Bond come
Honor Blackman) vennero rimescolate le carte. Clemens e Fennell furono
allontanati e venne reintrodotto il produttore John Bryce (che già aveva
curato la realizzazione di tre quarti degli episodi con Cathy Gale) e una nuova
attrice, la debuttante ventenne - canadese di nascita - Linda Thorson,
fu scelta. Il suo compito (ingrato) fu quello di non far rimpiangere Emma
Peel: il risultato fu la creazione dell'agente Tara King (nome che
l'attrice stessa si scelse), una recluta dei servizi segreti, che ha in John
Steed un partner, ma anche un mentore ed esempio da seguire. Il suo ruolo venne
caratterizzato da un atteggiamento molto più "dipendente" dal
collega, e ai fans dell'emancipata Signora Peel non piacque. A complicare
la situazione, il neoproduttore non si rivelò all'altezza e dopo aver
completato tre sceneggiature fu licenziato, e Clemens e Fennell richiamati
d'urgenza. Non avendo potuto scegliere, i due si ritrovarono a rielaborare
il materiale già scritto per un personaggio (e probabilmente per
un'attrice) che non avrebbero mai selezionato di loro iniziativa. Furono
concepiti così i primi otto episodi, spediti poi alla ABC in America
(insieme agli ultimi otto della serie con Diana Rigg) che ne commissionò
altri, per un totale di 33, che furono messi in onda in Gran Bretagna tra
il 1968 e il 1969.
Un'altra novità della stagione fu l'introduzione di "Mamma" (Patrick
Newell), il superiore di Steed, che, costretto su di una sedie a rotelle,
adotta come ufficio (per ragioni di sicurezza) i posti più impensati,
come il centro di una piscina o il piano superiore di un bus a due piani.
Inutile sottolineare che la serie non ebbe il successo della precedente,
forse un po' per l'inesperienza della nuova attrice, forse per
l'incapacità della produzione di mantenere intatta quella "formula
magica" che aveva funzionato negli anni precedenti, ma costituì comunque un valido compromesso che garantì
agli Avengers altri
due anni di successo. Mancando i
finanziamenti da parte della televisione americana al termine dei 33 episodi previsti, il serial chiuse i
battenti.
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