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L'era di Tara King
Con
l'abbandono di Diana Rigg (per esordire al cinema in un film di James Bond come
Honor Blackman) vennero rimescolate le carte. Clemens e Fennell furono
allontanati e venne reintrodotto il produttore John Bryce (che già aveva
curato la realizzazione di tre quarti degli episodi con Cathy Gale) e una nuova
attrice, la debuttante ventenne - canadese di nascita - Linda Thorson,
fu scelta. Il suo compito (ingrato) fu quello di non far rimpiangere Emma
Peel: il risultato fu la creazione dell'agente Tara King (nome che
l'attrice stessa si scelse), una recluta dei servizi segreti, che ha in John
Steed un partner, ma anche un mentore ed esempio da seguire. Il suo ruolo venne
caratterizzato da un atteggiamento molto più "dipendente" dal
collega, e ai fans dell'emancipata Signora Peel non piacque. A complicare
la situazione, il neoproduttore non si rivelò all'altezza e dopo aver
completato tre sceneggiature fu licenziato, e Clemens e Fennell richiamati
d'urgenza. Non avendo potuto scegliere, i due si ritrovarono a rielaborare
il materiale già scritto per un personaggio (e probabilmente per
un'attrice) che non avrebbero mai selezionato di loro iniziativa. Furono
concepiti così i primi otto episodi, spediti poi alla ABC in America
(insieme agli ultimi otto della serie con Diana Rigg) che ne commissionò
altri, per un totale di 33, che furono messi in onda in Gran Bretagna tra
il 1968 e il 1969.
Un'altra novità della stagione fu l'introduzione di "Mamma" (Patrick
Newell), il superiore di Steed, che, costretto su di una sedie a rotelle,
adotta come ufficio (per ragioni di sicurezza) i posti più impensati,
come il centro di una piscina o il piano superiore di un bus a due piani.
Inutile sottolineare che la serie non ebbe il successo della precedente,
forse un po' per l'inesperienza della nuova attrice, forse per
l'incapacità della produzione di mantenere intatta quella "formula
magica" che aveva funzionato negli anni precedenti, ma costituì comunque un valido compromesso che garantì
agli Avengers altri
due anni di successo. Mancando i
finanziamenti da parte della televisione americana al termine dei 33 episodi previsti, il serial chiuse i
battenti.
SEGUE
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